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Ubicazione: Sellia Marina (Cz) – Località “Chiaro”
Cronologia: IV sec. a.C. – VII sec. d.C.
Data interventi: 2006/2009

La scoperta del sito archeologico in località Chiaro di Sellia Marina, il cui scavo ha visto impegnati – tra gli altri – numerosi volontari del GAT, risale a febbraio 2006 grazie all’intervento della Soprintendenza Archeologica della Calabria. L’apertura di alcuni saggi di scavo inizia contestualmente alla realizzazione di una trincea per la posa di alcuni tubi facenti parte di una diramazione del gasdotto SNAM S.Eufemia-Crotone. Lungo un percorso di circa 400 metri sono emerse notevoli testimonianze archeologiche: una struttura a pianta rettangolare, riconosciuta come una cisterna di età tardo antica; alcune sepolture facenti parte di una necropoli, che i rari frammenti ceramici dei corredi datano al VI-VII secolo d.C.; abbondanti resti (tra cui sigillata e frammenti di coppette in vetro) ricollegabili ad una frequentazione di età romano-imperiale (I-II-III sec. d.C.). Il saggio approfondito nell’estate 2006, grazie ai volontari e al Gruppo Archeologico Ionico, ha portato alla luce un ammasso di rottami anforacei in continuità stratigrafica con il piano emerso in un precedente saggio; sotto questo strato, separato da un livello di limo sterile, è presente un piano di frequentazione di periodo greco, databile almeno a partire dal V secolo a.C. , come testimonia il ritrovamento di ceramica a vernice nera (vasetti miniaturistici legati a un contesto sacro).

Il livello formato dall’ammasso di resti frantumati di tegolame, anfore e mattoni, è stato interpretato come la risistemazione del piano di calpestio che ha preceduto la fase abitativa di II- III secolo; l’utilizzo di materiali come anfore (del tipo Dressel 1) tegole e mattoni misti a detriti riconducibili ad attività produttive di fornace (carboni, cenere, argilla concotta), era stato reso possibile dalla presenza di grandi quantità di questi scarti nella zona, provenienti probabilmente da un vasto insediamento produttivo delle vicinanze (non ancora localizzato), forse attivo a partire dal II secolo a.C.

Lo scavo dell’estate del 2006 sei si è concentrato soprattutto sugli strati al di sotto di questo livello, risalenti al periodo Brettio (IV-III sec. a.C.), dai quali sono emerse le strutture di due fornaci e un muro realizzato in embrici legati a malta, la cui funzione è ancora da definire. Dal materiale ritrovato nelle camere di cottura, le due fornaci, a pianta circolare con pilastro centrale, sembrano aver prodotto principalmente ceramica da mensa (piatti e pentole). Secondo la dottoressa Aisa, direttrice dello scavo, queste fornaci erano parte della zona produttiva legata ad una fattoria. Nei pressi del muro sono state rinvenute due monete, una bronzea e l’altra in argento, che ci confermano la datazione degli strati all’età ellenistica.

(Descrizione a cura di Jacopo Corsi).

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