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Guida Archeologica di Torino – 3ª edizione

Uno strumento indispensabile, realizzato dai volontari del GAT

La Guida Archeologica di Torino, giunta nel 2009-2010 alla sua terza edizione, è probabilmente la più pregevole pubblicazione del Gruppo Archeologico Torinese. Interamente curata dai volontari, così come tutte le produzioni editoriali GAT, non può certo dirsi un semplice aggiornamento delle versioni precedenti: al contrario, rappresenta un’evoluzione sostanziale del progetto originario, specialmente dal punto di vista qualitativo.
Per quanto i contenuti della Guida siano stati redatti con rigore scientifico, il linguaggio scelto e la formula editoriale (due volumi nel formato “quasi tascabile” 16 x 23 cm, riuniti in un cofanetto) consentono una fruizione ottimale non solo agli “addetti ai lavori”, ma anche al semplice appassionato, al turista o comunque al cittadino più o meno curioso.
Il lettore potrà prendere confidenza con la storia e l’evoluzione della città traendo informazioni dalla carta stampata e dalle immagini, ma anche, grazie al percorso autoguidato, percorrendo fisicamente i luoghi dove la storia ha lasciato le sue tracce.

La Guida è divisa in tre sezioni. La prima propone, in un’esauriente analisi storico-geografica, ciò che è noto (e, per le epoche più antiche, quanto si può sensatamente ipotizzare) circa l’evoluzione del territorio torinese, sulle popolazioni che lo hanno abitato e sugli eventi che vi si sono susseguiti dalla preistoria al tardo medioevo, nonché sulle testimonianze storico-archeologiche che sono giunte sino a noi.
La seconda, in sintonia con il titolo della pubblicazione stessa, permette al lettore di riscoprire la città tramite una vera e propria visita guidata, che passo dopo passo individua e descrive quanto rimane della Torino romana e medievale, esaminando sia i monumenti più famosi (quali la porta Palatina o il castello di palazzo Madama) sia luoghi e reperti meno noti ma comunque importanti, come gli scavi archeologici sotto il duomo, le varie tracce di edifici medievali o l’interessante casa del Senato.
La terza sezione infine, che occupa interamente il secondo volume, contiene alcune monografie su argomenti specifici relativi alla Torino romana e medievale: la storia e l’evoluzione dei più rilevanti monumenti cittadini, gli approfondimenti su aspetti sociali, storici e politici, le ipotesi circostanziate su quanto dovrebbe esserci ma non si trova (come l’anfiteatro) e altro ancora.

Un significativo apparato iconografico (una ricca tabella cronologica e una sezione di tavole a colori), vari box di approfondimento e note esaurienti guidano anche il lettore meno esperto nella comprensione dei testi; inoltre, la nutrita bibliografia permette di rintracciare le fonti utilizzate e addentrarsi ulteriormente negli argomenti trattati.
Tra le ambizioni della nostra Guida, infatti, non c’è solo quella di essere uno stuzzicante invito (nonché una fedele compagna) per un’insolita visita al Quadrilatero cittadino, ma anche quelle di consentire un’approfondita rilettura a posteriori di ciò che si è visto e, nondimeno, di poter fornire una miniera di informazioni a studiosi e appassionati.

Storie di volontari e di un progetto editoriale

Ovvero: come nasce la Guida Archeologica di Torino.

L’interesse per l’antica Torino, quella precedente ai fasti delle età tardorinascimentale e barocca, nacque nel GAT pochi anni dopo la sua fondazione (1983), anticipato da un articolo comparso nel dicembre 1987 sul Periodico di Informazioni destinato ai soci (oggi Taurasia), dal titolo: “Torino medievale: una realtà dimenticata” [vedi pdf].
Nel dicembre 1988 lo stesso Periodico di Informazioni informava che, da qualche mese, il GAT stava lavorando alla realizzazione di una Guida Archeologica di Torino; per rendere pubblica l’iniziativa, nel mese di febbraio del 1989 furono realizzate due conferenze pubbliche sulla Torino romana e medievale e, a seguire, una visita guidata a caccia dei resti della città antica; in realtà, il lavoro era cominciato da quasi un anno, precisamente dal 22 gennaio 1988, e la prima uscita GAT nella Torino Quadrata era infatti già stata effettuata nel giugno dello stesso anno.
Ciò che poi sarebbe divenuto il nucleo della Guida, ossia il percorso guidato alla scoperta della città romana e medievale, cominciò dunque a prendere corpo in quegli anni e se ne ebbe un’anteprima nel gennaio del 1989, in occasione della mostra fotografica GAT “Scoprire Torino – Evoluzione storica di antichi luoghi torinesi”. La mostra, a cura di Piero Nervo, ideatore dell’iniziativa e autore delle foto, e di Fabrizio Diciotti, che realizzò i testi, venne allestita in più riprese nel giro di pochi mesi. Ciò che qui interessa, è che a supporto della prima edizione dell’esposizione fu redatto un testo esplicativo di poche pagine, fotocopiato e destinato ai visitatori più curiosi, dal titolo “Scoprire Torino”; fu quello il primo embrione della futura, assai più corposa, Guida Archeologica di Torino.
Il testo ampliato e trasformato in opuscolo, col nuovo titolo “La Città Quadrata. Visita alla Torino Romana e Medievale entro la cerchia delle antiche mura”, fu presentato e distribuito qualche mese più tardi al Convegno dei Gruppi Archeologici d’Italia. Per quanto ne sappiamo, si trattò anche del primo percorso cittadino, già abbastanza ricco di notizie e dati, dedicato esclusivamente alla ricerca degli elementi presabaudi ancora presenti in città.
Questo libricino di sole sedici pagine, realizzato in economia, subì varie edizioni, sino all’ultima del 1994, senza modifiche di rilievo. Sulla copertina dell’ultima versione si poteva leggere la dicitura: “Estratto dalla Guida Archeologica di Torino”. Nella realtà, più che di un estratto, si trattava di un germoglio, piccolo ma promettente: per questo sentivamo di poter essere ottimisti e… guardare con fiducia oltre l’ostacolo.

L’idea di realizzare un prodotto più corposo di un semplice opuscolo, ossia una vera e propria Guida, aveva dunque facilmente preso piede trai soci della nostra associazione, anche perché i tempi erano maturi: infatti, all’epoca mancava, nel panorama editoriale cittadino, un testo riguardante esclusivamente la Torino archeologica, che condensasse notizie altrimenti desumibili consultando testi disparati e non di rado poco comuni.
Fu così che, in poco tempo, intorno al nuovo progetto si affollarono numerosi volontari GAT. A coordinare l’iniziativa, sino al suo completamento, fu il socio Feliciano Della Mora (per molti anni Direttore Organizzativo del GAT).
Nel 1995, dopo un lungo lavoro di ricerca e di sintesi, si diede alle stampe la prima edizione della Guida Archeologica di Torino: ottanta pagine fitte di testo, con poche illustrazioni ma moltissime informazioni, condensate in un formato quasi tascabile e di facile consultazione, che permetteva di portare con sé la Guida nell’esplorazione del Quadrilatero. Per inciso, si trattò di un’operazione pionieristica, poiché, per la nostra città, si trattava della prima guida dedicata specificamente al contesto archeologico e alla fase cronologica più antica. Altra novità: il prodotto, nonostante l’argomento a quel tempo non popolare e apparentemente in grado di appassionare solo gli addetti ai lavori e qualche curioso, si rivolgeva a tutti, con l’intento di salvaguardare i beni culturali più antichi anche attraverso una campagna di conoscenza e sensibilizzazione.
Lo stampato, presentato in occasione della mostra GAT “Torino romana” tenuta presso il Seminario Arcivescovile, andò a ruba, benché – onestamente – non fosse esente da lacune e imprecisioni; per questo, a ruota, fu messa in cantiere una seconda edizione della Guida che ebbe la luce già nel 1996, appena ampliata (112 pagine) ma grandemente migliorata nei contenuti, grazie anche ai preziosi suggerimenti e alle molte correzioni apportate dallo studioso Riccardo Grazzi (a sua volta autore di una “Torino Romana” edita nel 1981, dalla quale attingemmo molte notizie).
Negli anni a seguire, rapidamente, la nostra guida verde, così detta dal colore della copertina, diventò uno strumento indispensabile non solo per appassionati e curiosi, ma anche per le guide professioniste che per la prima volta, sull’argomento “Torino antica”, potevano disporre di un testo snello, chiaro e ricco di informazioni altrimenti difficilmente recuperabili.

Trascorsi oltre dieci anni dall’edizione della guida verde (e con il magazzino copie ormai agli sgoccioli) si sentiva il forte bisogno di produrre uno stampato profondamente revisionato, che accogliesse le scoperte e le intuizioni maturate nel corso del tempo e, grazie anche a un profondo lavoro di verifica e integrazione, diventasse finalmente un prodotto editoriale maturo e di alta qualità, pur senza perdere le caratteristiche di fruibilità che avevano contraddistinto le edizioni precedenti e sempre restando saldamente nell’alveo delle operazioni di volontariato. A coordinare la realizzazione di questa nuova versione furono chiamati i soci Fabrizio Diciotti ed Enrico Di Nola, supportati da una nutrita schiera di altri volontari GAT.

Le operazioni di revisione e arricchimento, iniziate nel 2007 e affiancate dalla redazione di un completo progetto editoriale presentato alla Provincia di Torino e alla Fondazione CRT (che avrebbero finanziato la stampa), sfociarono, nel 2009, nella terza edizione completamente rinnovata della Guida Archeologica di Torino (presentata in occasione della mostra GAT “Torino Quadrata” allestita a Villa Amoretti nel Parco Rignon). L’innegabile successo che l’iniziativa riscosse nel pubblico fu, per i numerosi volontari che vi avevano lavorato a lungo, davvero esaltante e appagante.

Esaurite in brevissimo tempo quasi tutte le mille copie stampate, i contenuti della Guida vennero ulteriormente rifiniti e – questa volta con le sole forze economiche del GAT – fu dato luogo a una ristampa con aggiornamento realizzata nel 2010 (presentata nel corso della seconda edizione della mostra “Torino Quadrata”, presso l’hotel NH Santo Stefano). È questa la versione attualmente disponibile sugli scaffali della nostra sede sociale.

Ovviamente, nel frattempo si sono susseguite e si susseguono le scoperte archeologiche, nonché la pubblicazione di ulteriori dati, le aggiornate interpretazioni dei dati già noti, l’apertura di nuovi spazi museali e così via. Ciò imporrà ai soci GAT, in tempi non troppo lunghi, di procedere alla realizzazione di una quarta edizione della Guida Archeologica di Torino. Onestamente, non vediamo l’ora di rimetterci al lavoro!

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