Lettera dei GAI ai soci GAT
per chiunque "voglia restare legato"
(10/2/06 - pervenuta il
28/02/06):
Alcune reazioni dei
Soci
--> da Silvia Prodam Tich
(28-02-2006)
gli mando un fax col dito medio, con una linguaccia o
con un bel VAFFA rubricato??
--> da Enrico Di Nola (28-02-2006)
Incredibile, ma vero! La lettera è arrivata
anche a me... almeno l'italiano sallo!
Che lapsus il "restare legato"... epocale! Sembra una
barzelletta...
P.S. Pare che il ritegno non sia di casa ai GAI.
--> da Jacopo Corsi (28-02-2006)
Cari compagni soci,
probabilmente tra qualche giorno riceverete anche voi questa
meravigliosa lettera dai G.A. d'Italia (in allegato)! Credo
che tra tutte le lettere ricevute da loro questa sia stata
la più veloce ad arrivare
chissà
perché
Lascio a voi ogni possibile commento
P.S. Chissà se ne manderanno una copia anche a
Fabrizio e a Luca?
--> da A.C. (28-02-2006)
Ho ricevuto la lettera dei gai (mi rifiuto di
scriverlo maiuscolo!) stamattina e sono allibita....
--> da Feliciano Della Mora (1-03-2006)
Neanche a me l'hanno mandata.
Ma tant'è che non mandandomi da molto tempo la
rivista Archeologia ed altre comunicazioni varie, mi avranno
già cancellato dai loro elenchi.
Dimostrano soltanto quello che sono.
--> da Gabriella Monzeglio (1-03-2006)
a me non è ancora arrivata ma è
arrivata alla mia amica silvia che non è più
socia del gat da 4 anni.
--> da Mauro Marnetto (2-03-2006)
Anche a me è arrivata...
Penso di tenerla come reliquia...
Se la memoria non mi tradisce è la prima lettera
spedita a me di pirsona pirsonalmente che ricevo dai GAI
dalla mia iscrizione (1986!!!!)
--> da Silvia Savarro (ex socia) (8-03-2006) - Lettera
alla Direzione GAI
Spett.le associazione,
ho letto con stupore la lettera da Voi inviatami in data 10
febbraio 2006.
Ormai da quattro anni per impegni personali e lavorativi non
frequento più il Gruppo Archeologico Torinese;
continuo però, da fruitore esterno, a seguirne i
programmi e a condividerne le finalità, anche per
rapporti di amicizia con alcune persone che ancora ne fanno
parte.
Conoscendo le recenti vicende non posso quindi che
appoggiare il G.A.Torinese.
Ritengo, inoltre, poco edificante che si voglia ricorrere ad
ex soci per scavalcare un'associazione di tipo archeologico
già presente sul territorio: ciò che interessa
è la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione
del patrimonio archeologico e culturale in genere, non certo
l'appartenenza a una o all'altra "bandiera".
Distinti saluti
--> da Luca Nejrotti (11-03-2006) - e-mail alla
Direzione ai GAI
Egregi Signori,
Ho appena ricevuto, come molti nostri Soci e molti nostri
ex-Soci, la vostra lettera del 10 febbraio 2006.
L'ho trovata molto divertente, anche se a ben vedere non
c'è granché da ridere.
Vi mando alcune mie impressioni, condivise per altro da
tutti i Soci del GAT con cui ho avuto modo di
discuterne.
Intanto mi rallegro che almeno le lettere che vi interessano
riescano ad arrivare a tutti gli indirizzi, non fu
così per la testata "Archeologia" e non lo è
stato nemmeno per quell'indecoroso foglietto che l'ha
sostituita.
Mi permetto di puntualizzare sulla forma, a futura memoria:
quando si cerca di convincere qualcuno ad aderire ad
un'Associazione, i termini più indicati non sono
"restare legato". Ogni Socio ha avuto così modo di
ironizzare sulle forme di partecipazione democratica
applicate dai GAI!
Inoltre vi faccio notare che il GAT è uscito dai GAI
producendo un documento molto articolato di motivazioni
(approvato dall'Assemblea dei Soci) e che voi, per far
sì che qualcuno restasse "legato" siccome prigione ai
GAI, non siete stati in grado di confutarne alcun punto, ma
anzi: non producete neanche un rigo che descriva le
splendide attività patrocinate dai GAI, neanche una
frase sul Volontariato (sostantivo che pare esulare dal
vostro vocabolario a leggere le vostre più recenti
produzioni), neanche una parola sul Patrimonio
Culturale!
Visto che il GAT è uscito dai GAI proprio per
difendere i propri valori di Volontariato puro, di
gratuità, di passione e impegno a favore
dell'archeologia, anche il più ingenuo operatore di
marketing vi farebbe notare che in quanto a promozione di
voi stessi, siete alquanto deboli.
Inoltre voglio sottolineare che la decisione di uscire dai
GAI, quantomai soffer ta visto che il GAT è tra i
padri fondatori di quest'istituzione, non è nata in
una cantina di carbonai in cui la Direzione, all'insaputa
dei Soci, ha tramato per l'indipendenza, ma anzi è
stata proposta e approvata all'unanimità
dall'Assemblea dei Soci a seguito di lunghe e partecipate
discussioni in seno al GAT. Da ciò l'inutilità
della vostra lettera.
Infine una piccola nota sul fatto che qualche maligno
potrebbe sottolineare l'uso illegale dei dati personali dei
Soci del GAT che, dal momento della nostra uscita dai GAI,
voi avreste dovuto cancellare dai vostri archivi. Qualche
maligno, dicevo, potrebbe farvi notare che questa vostra
infrazione va contro la Legge sulla Privacy e potrebbe
persino, se non ritenesse la vostra ingerenza poco meno di
un fastidioso puntiglio, adire seccanti vie legali.
Vi saluto quindi con l'augurio che nonostante i nostri
timori, che vi ostinate pervicacemente a confermare, un
giorno il Volontariato possa tornare a volare, libero da
"legami" anche sotto il logo dei GAI. Quel giorno verrebbe
salutato con gioia anche da tutti i nostri Soci, Volontari
puri, appassionati ed entusiasti, nonostante qualcuno di voi
ritenga che un volontario "renda" meglio se motivato con un
piccolo contentino economico, che avete voluto
contattare.
Non mi aspetto una risposta, anche perché NON vi
autorizzo all'utilizzo dei miei dati personali, ai sensi del
d. Lgs. legge 196/03.
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