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Attenzione:
DATI PROVVISORI - Ultimo inserimento: 27 ottobre 2011 In molti casi lo scavo è stato realizzato grazie e con l'esclusiva (o pressoché tale) partecipazione dei soci GAT, in altri casi si è trattato di una collaborazione significativa (in qualità di responsabili o co-gestori) alla gestione di campi organizzati da altri gruppi archeologici (nello specifico, il GA Romano, il GA Krotoniate, il GA Ionico "Ludovico Magrini"). In più di un'occasione il sito oggetto di scavo è stato scoperto e segnalato dai volontari del GAT. In numerosissime altre occasioni, inoltre, i nostri soci hanno semplicemente partecipato ad attività interamente gestite da altri gruppi archeologici (come il GA Romano, il GA Milanese, il GA Pisano o il GA Spezzino) ma non ne possiamo certo dar conto qui, si tratta di centinaia di casi. Riportiamo qui di seguito i
siti archeologici indagati dal GAT (in alcuni dei quali le
attività sono tutt'ora in corso). |
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Val di Susa
(To) |
Torino e
dintorni |
Piemonte |
Toscana (Gr) |
Altri siti |
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Valle di Susa - Torino (collab. con il prof. Aureliano Bertone) |
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VILLARDORA |
![]() Villar Dora 1983 - Tomba di cremato della tarda Età del Ferro ![]() Villar Dora 1983 - Orizzonte della tarda età del Bronzo. |
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VILLARFOCCHIARDO |
![]() Tazza carenata e probab. biansata, relativa all'Età del Bronzo. Foto P. Nervo. Museo di Antichità di Torino (magazzino). |
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SAN
VALERIANO |
![]() 1984. Soci GAT alle prese con il rilievo dello scavo nel riparo sotto roccia. |
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CHIANOCCO |
![]() Socie GAT (Laura Montixi Comoglio e Cristina Vices Vinci) durante lo scavo in grotta. ![]() Chianocco, rilievo della pavimentazione rinvenuta nella parte più interna della grotta. |
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CHIOMONTE La storia dei rinvenimenti in questa zona aveva avuto inizio sin dagli anni Cinquanta con una comunicazione del geologo Capello sul Bollettino della Società Geografica Italiana. Da allora molti si fecero promotori di ricerche che non diedero risultati significativi. Fino a quando, essendo il sito interessato dal passaggio dell'autostrada del Frejus allora in costruzione, la Soprintendenza fece sospendere i lavori per accertare la reale consistenza archeologica ed effettuare un eventuale intervento di salvataggio. L'indagine esplorativa,
condotta tra 1986 e 1987 grazie all'apporto determinante dei volontari
del GAT, appurò l'esistenza di un sito dall'estensione notevole. In breve tempo, la
complessità e la vastità del sito, unitamente ai tempi
brevi imposti dalla Società appaltatrice dell'autostrada che
sollecitava lo sgombero della zona per procedere nei lavori, richiesero
il necessario ricorso a una cooperativa archeologica; ciò rese
marginale, negli anni successivi, l'apporto volontaristico, che
tuttavia non venne mai a mancare. Nel corso delle indagini, in particolare nei primi due anni, sono stati presenti a Chiomonte 23 volontari del GAT per un totale di oltre 2000 ore lavorative. Sin dai primi ritrovamenti prese anche forma l'idea del prof. Bertone di creare un Museo destinato ad accogliere il copioso materiale del sito. La prima sede del museo, nel Palazzo Levis di Chiomonte, fu allestita grazie alla collaborazione fattiva dei soci del GAT. Nel 1987 nel Museo di Chiomonte venne allestita la mostra "5000 anni fa CHIOMONTE", esposizione didattica a cura della Soprintendenza Archeologica del Piemonte e del Gruppo Archeologico Torinese, con il patrocinio del Comune di Chiomonte. Dopo qualche anno il museo fu spostato direttamente a La Maddalena, nei locali vicino agli scavi, dove si trova tutt'ora ma con un allestimento del tutto rinnovato.
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![]() Veduta dello scavo.
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MOMPANTERO |
![]() Calco (a cura di Livio Mano) di uno dei gruppi di incisioni rupestri rinvenuti sulle alture di Mompantero. |
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CASCINA
PARISIO |
![]() Aureliano Bertone e Stefania Vicelli al rilievo stratigrafico. |
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FORESTO |
![]() Foresto, rilievo della parte ovest della grotta. |
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Torino (nell'ambito del progetto "Res Taura" - 1995-1997) |
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TORINO
- Pulizia delle mura romane di pert. comunale |
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Collina Torinese e sue pertinenze (nell'ambito del progetto "Ricognizione della Collina”) |
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BRIC
SAN VTO Bric San Vito, mura
sudovest della fortificazione medievale |
![]()
Cartello esplicativo
realizzato dal GAT* e collocato nel 2004 sulla sommità del sito. * (con il contributo
della Provincia di Torino, Pronatura e altri Enti)
Scheda sul Bric San Vito |
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CASTELVECCHIO
di TESTONA |
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VERRUA
SAVOIA xxxxxxxxxxxxxxxxxxx |
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MONFALCONE
(Monfalconis - Montefalcono) xxxxxxxxxxxxxxxxxxx |
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Piemonte (interventi occasionali, segnalazioni, collaborazioni) |
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INDUSTRIA |
![]() Industria, panorama. |
PEDELCHIRI
FOGLIZZO
CASTELLACCIO
(CASTLÀS) della RUBBIANETTA Toscana (Campo archeologico gestito dal GAT)
SORANO
- Galleria etrusca
MONTI
DEL FIORA Lo scopo del campo, gestito dal
Gruppo Archeologico Torinese sotto la direzione della Soprintendenza
per i Beni Archeologici della Toscana, è stato quello di
definire, attraverso la ricognizione sistematica, le dinamiche
di occupazione antropica in un'area molto vasta ubicata lungo i corsi
del Fiora e del Lente, in una porzione di territorio compresa tra
più Comuni. Gli interventi sono stati
particolarmente fruttuosi, dal momento che le ricognizioni hanno
portato all'individuazione di vari siti romani e protostorici,
con conseguente recupero di abbondanti reperti ceramici (poi oggetto di
studio presso la sede del GAT a Torino). Alla ricognizione è
stata abbinata l'indagine stratigrafica, quando generata da
urgenti necessità di salvaguardare siti in pericolo di
manomissione. Giunto nel 2011 aall'ottavo
anno di attività, il campo ha permesso di approfondire la
conoscenza dell'area (ricchissima di testimonianze preistoriche,
etrusche, romane e medievali) in modo da comprenderne meglio il
quadro storico estremamente articolato. L'attività archeologica
sul territorio è stata alternata con laboratori sui
materiali rinvenuti ed escursioni nel territorio circostante.
Scarica il PDF (5 Mb) dei pannelli realizzati dal
GAT con la descrizione storico-cronologica del territorio del Fiora e
un accenno alla ricognizione archeologica.
SATURNIA Altri siti (Campi archeologici diretti da altri Gruppi
con la cogestione o con il supporto logistico determinante del Gruppo
Archeologico Torinese)
TOLFA
FALERII
NOVI - VIA AMERINA
TUSCANIA
ROFALCO
CROTONE
CROPANI
Ubicazione: Vinovo (To) - Località "Pedelchiri"
Cronologia: età romana
imperiale
Data interventi:1991/92 e 2010
Intervento di studio,
ricognizione e segnalazione di un'area nei pressi di Vinovo (To); dai
ritrovamenti di superficie effettuati dal GAT e dall'esame delle fonti
e dei rinvenimenti degli anni precedenti risulta che la strada romana
di collegamento tra Roma e Torino passasse proprio nella zona di
Vinovo, che resta un'area di grande interesse attraverso i secoli.

Pedelchiri di Vinovo (To).
Ubicazione: Foglizzo (To) - Località n.d. tra F. e
Montanaro
Cronologia: età romana
imperiale
Data interventi:1996/1997
Il 20 luglio 1996 alcuni soci del GAT (M. Cerrato, F. Della Mora, F.
Diciotti, M. e A. Potenza), dietro segnalazione del sig. Adriano
Ruzzante (residente a Montanaro), hanno ricognito e segnalato all SAP
il luogo in oggetto. I soci GAT sono poi tornati altre volte per
raccogliere il materiale di superficie.
Il sito si trova nel territorio del comune di Foglizzo, a poca distanza
dal confine con il comune di Montanaro. Si colloca in aperta campagna
su due campi distinti, separati da una strada che presenta vasti tratti
acciottolati.
La ricognizione ha riscontrato una superficie di circa 200 mq
completamente ricoperta di materiale laterizio e ceramico genericamente
databile all'età romana imperiale, probabilmente quanto resta di
una villa rustica di discrete dimensioni (che non dovrebbe
rappresentare un caso isolato poiché si ha notizia di altri
ritrovamenti del genere nella zona circostante).
I reperti rinvenuti in superficie si presentavano in condizioni di
conservazione piuttosto degradata dovute alle continue arature cui
è stato sottoposto il terreno. Tra essi si segnalano, oltre a
ceramiche genericamente romane, anche alcuni frammenti di vaso in
pietra ollare, un frammento di vetro appartenente ad una coppetta o ad
un boccale, un orlo con spalla decorata a motivo sinusoidale e impasto
grossolano (foto a lato), un orlo stampigliato (foto in basso).
L'area è stata oggetto di un intervento di prospezione
geoelettrica (L. Guadagni, D. Della Mora).


Foglizzo 1996. Ceramica romana d'impasto.

Foglizzo 1997. Intervento di
prospezione geoelettrica.
Estratto dal periodico GAT "Taurasia" del
dicembre 1996 (pdf)
![]()
Ubicazione: Venaria Reale (To)
Parco Regionale "La Mandria" - Località "Rubbianetta"
Cronologia: XI-XIV secolo
Data interventi GAT: 2005/2007
xxxxxxxxxxx.

Torre del "Castlàs" della
Rubbianetta.
![]()
Ubicazione: Sorano (Gr) - Località "xx"
Cronologia: incerta, generic.
etrusca
Data interventi:199x
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
(Campo
archeologico gestito dal GAT)![]()
Ubicazione: Sorano (Gr) - Località "Pianetti di Sovana"
Cronologia: dall'età
del Bronzo medio all'epoca medievale
Data interventi: dal 2004 al 2011
Direzione: Sopr. per i Beni Archeologici della Toscana

Pianetti di Sovana,
sondaggio con rinvenimento
di strutture d'epoca romana (2009).
L'indagine è stata incentrata preliminarmente su un
territorio-campione, quello dei Pianetti di Sovana, nel comune di
Sorano (GR).
Sovana, villa romana,
muro in opus reticulatum.
Sovana, panoramica
dell'area romano-medievale con i due saggi di scavo (2010).
Foto di Paolo Nannini per gentile concessione della
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana .
Si ringraziano per l'indispensabile collaborazione la
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Comune di Sorano e l'Istituto Comprensivo "M.Vanni" di
Sorano.

Sovana, ricognizione.
Sovana, saggio di
scavo protostorico, operazioni di rilievo (2007).![]()
![]()
Ubicazione: Saturnia (Gr)
Cronologia: epoche etrusca e
romana
Data interventi:2005
Su richiesta della SBAT,
nell'ambito della 2™ edizione del Campo Archeologico Monti del
Fiora, il GAT è impegnato nel completamento dello scavo di una
zona sacra etrusco-romana, indagine avviata dalla SBAT medesima l'anno
precedente. L'attività porta alla completa evidenziazione
dell'area oggetto dell'indagine, composta da ciò che rimane di
un podio d'epoca etrusca e di alcuni ambienti d'età romana
afferenti all'area sacra. Lo scavo del GAT porta anche
all'individuazione di una canaletta che conduce a una cisterna
verosimilmente d'epoca romana.
![]()
Ubicazione: Tolfa (Rm) - Loc. "Pian Conserva, la
Fontanaccia, il Ferrone, Ripa Maiale"
Cronologia: xxx
Data interventi: 1993-xxx
xxx

Necropoli etrusca di Pian
Conserva. Tomba a tumulo.
![]()
Ubicazione: Civita Castellana (Vt) - Loc. "Casale Montemeso"
Cronologia: xxxx
Data interventi: 199x-
xxx

Via Amerina (2001).
Ubicazione: Tuscania (Vt) -
Località "Scalette"
Cronologia: VII sec. a.C.
Data interventi GAT:1995/1996
Scavo e ripulitura della "tagliata" e delle tombe che vi si affacciano,
con rinvenimento di cospicui resti di corredi.
Il campo, diretto dal GAR, si è avvalso della collaborazione e
della partecipazione di svariati soci GAT.
![]()
Ubicazione: Farnese (Vt) - Località "Rofalco"
Cronologia: Età
etrusca - III sec. a.C.
Data interventi GAT:1996/1998
A seguito dei primissimi
interventi di rilievo parziale delle strutture, condotti nei primi anni
Ottanta del XX secolo da volontari del GAR, il GAR medesimo e il GAT
hanno intrapreso nel 1996 le prime attività di ricerca
archeologica del sito. La collaborazione GAR-GAT è proseguita
sino al 1998.
Il GAR continua tutt'oggi lo scavo del sito.

Rofalco 1997. Pavimentazione etrusca in blocchi di tufo.

Rofalco 1997.
Dolio etrusco.
1998 - Volantino Rofalco
(pdf)
Qui, un piccolo ricordo del grandissimo volontario del GAR Mauro Incitti
(1954-2004), indimenticato capocampo, ottimo amico del GAT, scomparso
troppo presto.
Ubicazione: Crotone - Località "Capo Colonna"
Cronologia: n.d.
Data intervento: 2002
Campo di osservazione
archeologico-ambientale e subacquea nel mar Ionio, organizzato e
realizzato in tandem tra GAT e GA Krotoniate.
Sono state ricognite le aree di Le Castella, Capo Cimiti, Capo Colonna,
Capo Pellegrino, Capo Alfieri e Punta Scifo.

Capo Cimiti,
colonne romane.
![]()
Ubicazione: Cropani (Cz)
Località "Acqua di Friso" e "Foceri"
Cronologia: xxxx
Data interventi:2001/2005
xxxxxxxxxxxxxxxxxx

Lekitos rinvenuto nel sito
magnogreco di Acqua di Friso presso Cropani Marina (Antiquarium di
Cropani - CZ)
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Ubicazione: Sellia Marina (Cz) - Località "Chiaro" Cronologia: IV sec. a.C. - VII sec. d.C. Data interventi GAT: 2006/2009 La scoperta del sito archeologico in località Chiaro di Sellia Marina, il cui scavo ha visto impegnati - tra gli altri - numerosi volontari del GAT, risale a febbraio 2006 grazie all'intervento della Soprintendenza Archeologica della Calabria. L'apertura di alcuni saggi di scavo inizia contestualmente alla realizzazione di una trincea per la posa di alcuni tubi facenti parte di una diramazione del gasdotto SNAM S.Eufemia-Crotone. Lungo un percorso di circa 400 metri sono emerse notevoli testimonianze archeologiche: una struttura a pianta rettangolare, riconosciuta come una cisterna di età tardo antica; alcune sepolture facenti parte di una necropoli, che i rari frammenti ceramici dei corredi datano al VI-VII secolo d.C.; abbondanti resti (tra cui sigillata e frammenti di coppette in vetro) ricollegabili ad una frequentazione di età romano-imperiale (I-II-III sec. d.C.). Il saggio approfondito nell'estate 2006, grazie ai volontari e al Gruppo Archeologico Ionico, ha portato alla luce un ammasso di rottami anforacei in continuità stratigrafica con il piano emerso in un precedente saggio; sotto questo strato, separato da un livello di limo sterile, è presente un piano di frequentazione di periodo greco, databile almeno a partire dal V secolo a.C. , come testimonia il ritrovamento di ceramica a vernice nera (vasetti miniaturistici legati a un contesto sacro). Il livello formato dall'ammasso di resti frantumati di tegolame, anfore e mattoni, è stato interpretato come la risistemazione del piano di calpestio che ha preceduto la fase abitativa di II- III secolo; l'utilizzo di materiali come anfore (del tipo Dressel 1) tegole e mattoni misti a detriti riconducibili ad attività produttive di fornace (carboni, cenere, argilla concotta), era stato reso possibile dalla presenza di grandi quantità di questi scarti nella zona, provenienti probabilmente da un vasto insediamento produttivo delle vicinanze (non ancora localizzato), forse attivo a partire dal II secolo a.C. Lo scavo dell'estate del 2006 sei si è concentrato soprattutto sugli strati al di sotto di questo livello, risalenti al periodo Brettio (IV-III sec. a.C.), dai quali sono emerse le strutture di due fornaci e un muro realizzato in embrici legati a malta, la cui funzione è ancora da definire. Dal materiale ritrovato nelle camere di cottura, le due fornaci, a pianta circolare con pilastro centrale, sembrano aver prodotto principalmente ceramica da mensa (piatti e pentole). Secondo la dottoressa Aisa, direttrice dello scavo, queste fornaci erano parte della zona produttiva legata ad una fattoria. Nei pressi del muro sono state rinvenute due monete, una bronzea e l'altra in argento, che ci confermano la datazione degli strati all'età ellenistica. (Descrizione a cura di Jacopo Corsi). |
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STALETTì Il castrum di Santa Maria del Mare occupa la parte sommitale del promontorio di Copanello, nel comune di Stalettì, da cui si può godere un paesaggio di suggestiva bellezza. Preceduto da un insediamento a capanne di V-VI secolo d.C. nel quale si svolgevano attività artigianali di tipo metallurgico, il castrum venne costruito nella seconda metà del VI secolo d.C. La fortificazione, che si
estendeva fino a comprendere la piattaforma su cui si trova la chiesa
di Santa Maria del Mare, comprendeva un vasto abitato composto da case
di piccole dimensioni (circa m 5x5), con solo piano terra ed un piccolo
cortile che si sviluppava alle spalle del vano principale dove venivano
tenuti gli animali domestici. Oltre all'abitato, il castrum ospitava una basilica dalle dimensioni imponenti, nella quale furono ricavate diverse tombe, ed alcuni edifici pubblici per l'amministrazione della città. L'attività di scavo 2010, realizzata dal Gruppo Archeologico Ionico con la partecipazione di soci GAT, sotto il diretto controllo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, ha riguardato in particolare l'area dell'abitato posto a ridosso delle mura di cinta. [Testo gentilmente concesso al G.A. Ionico "L. Magrini" dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.] |
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INDICE delle
ABBREVIAZIONI e degli ACRONIMI |