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Attenzione:
DATI PROVVISORI - Ultimo inserimento: 18 gennaio 2010 In molti casi lo scavo è stato realizzato grazie e con l'esclusiva (o pressoché tale) partecipazione dei soci GAT, in altri casi si è trattato di una collaborazione significativa (in qualità di responsabili o co-gestori) alla gestione di campi organizzati da altri gruppi archeologici (nello specifico, il GA Romano, il GA Krotoniate, il GA Ionico). In più di un'occasione il sito oggetto di scavo è stato scoperto e segnalato dai volontari del GAT. In numerosissime altre occasioni, inoltre, i nostri soci hanno semplicemente partecipato ad attività interamente gestite da altri gruppi archeologici (come il GA Romano, il GA Milanese, il GA Pisano o il GA Spezzino) ma non ne possiamo certo dar conto qui, si tratta di centinaia di casi. Riportiamo qui di seguito
i siti archeologici indagati dal GAT (in alcuni dei quali le
attività sono tutt'ora in corso). |
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Val di
Susa (To) |
Torino
e dintorni |
Piemonte |
Toscana
(Gr) |
Altri
siti |
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Valle di Susa - Torino (collab. con il prof. Aureliano Bertone) |
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VILLARDORA |
![]() Villar Dora 1983 - Tomba di cremato della tarda Età del Ferro ![]() Villar Dora 1983 - Orizzonte della tarda età del Bronzo. |
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VILLARFOCCHIARDO |
![]() Tazza carenata e probab. biansata, relativa all'Età del Bronzo. Foto P. Nervo. Museo di Antichità di Torino (magazzino). |
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SAN
VALERIANO |
![]() 1984. Soci GAT alle prese con il rilievo dello scavo nel riparo sotto roccia. |
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CHIANOCCO |
![]() Socie GAT (Laura Comoglio e Cristina Vices Vinci) durante lo scavo in grotta. ![]() Chianocco, rilievo della pavimentazione rinvenuta nella parte più interna della grotta. |
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CHIOMONTE La storia dei rinvenimenti in questa zona aveva avuto inizio sin dagli anni Cinquanta con una comunicazione del geologo Capello sul Bollettino della Società Geografica Italiana. Da allora molti si fecero promotori di ricerche che non diedero risultati significativi. Fino a quando, essendo il sito interessato dal passaggio dell'autostrada del Frejus allora in costruzione, la Soprintendenza fece sospendere i lavori per accertare la reale consistenza archeologica ed effettuare un eventuale intervento di salvataggio. L'indagine esplorativa,
condotta tra 1986 e 1987 grazie all'apporto determinante dei
volontari del GAT, appurò l'esistenza di un sito
dall'estensione notevole. In breve tempo, la
complessità e la vastità del sito, unitamente
ai tempi brevi imposti dalla Società appaltatrice
dell'autostrada che sollecitava lo sgombero della zona per
procedere nei lavori, richiesero il necessario ricorso a una
cooperativa archeologica; ciò rese marginale, negli
anni successivi, l'apporto volontaristico, che tuttavia non
venne mai a mancare. Nel corso delle indagini, in particolare nei primi due anni, sono stati presenti a Chiomonte 23 volontari del GAT per un totale di oltre 2000 ore lavorative. Sin dai primi ritrovamenti prese anche forma l'idea del prof. Bertone di creare un Museo destinato ad accogliere il copioso materiale del sito. La prima sede del museo, nel Palazzo Levis di Chiomonte, fu allestita grazie alla collaborazione fattiva dei soci del GAT. Nel 1987 nel Museo di Chiomonte venne allestita la mostra "5000 anni fa CHIOMONTE", esposizione didattica a cura della Soprintendenza Archeologica del Piemonte e del Gruppo Archeologico Torinese, con il patrocinio del Comune di Chiomonte. Dopo qualche anno il museo fu spostato direttamente a La Maddalena, nei locali vicino agli scavi, dove si trova tutt'ora ma con un allestimento del tutto rinnovato.
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![]() Veduta dello scavo.
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MOMPANTERO |
![]() Calco (a cura di Livio Mano) di uno dei gruppi di incisioni rupestri rinvenuti sulle alture di Mompantero. |
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CASCINA
PARISIO |
![]() Aureliano Bertone e Stefania Vicelli al rilievo stratigrafico. |
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FORESTO |
![]() Foresto, rilievo della parte ovest della grotta. |
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Torino (nell'ambito del progetto "Res Taura" - 1995-1997) |
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TORINO
- Pulizia delle mura romane di pert.
comunale |
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Collina Torinese e sue pertinenze (nell'ambito del progetto "Ricognizione della Collina”) |
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BRIC
SAN VTO Bric San Vito,
mura sudovest della fortificazione
medievale |
![]()
Cartello
esplicativo realizzato dal GAT* e collocato nel
2004 sulla sommità del sito. * (con il
contributo della Provincia di Torino, Pronatura e
altri Enti)
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CASTELVECCHIO
di TESTONA |
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VERRUA
SAVOIA xxxxxxxxxxxxxxxxxxx |
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MONFALCONE
(Monfalconis - Montefalcono) xxxxxxxxxxxxxxxxxxx |
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Piemonte (interventi occasionali, segnalazioni, collaborazioni) |
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INDUSTRIA |
![]() Industria, panorama. |
PEDELCHIRI FOGLIZZO CASTELLACCIO
(CASTLAS) della RUBBIANETTA Toscana
(Campo
archeologico gestito dal GAT) SORANO
- Galleria etrusca MONTI
DEL FIORA SATURNIA Altri siti
(Campi
archeologici diretti da altri Gruppi con la cogestione o con
il supporto logistico determinante del Gruppo Archeologico
Torinese) TOLFA FALERII
NOVI - VIA AMERINA TUSCANIA ROFALCO CROTONE CROPANI SELLIA
MARINA
Ubicazione: Vinovo (To) - Località
"Pedelchiri"
Cronologia: età
romana imperiale
Data interventi:1991-92
Intervento di studio,
ricognizione e segnalazione di un'area nei pressi di Vinovo
(To); dai ritrovamenti di superficie effettuati dal GAT e
dall'esame delle fonti e dei rinvenimenti degli anni
precedenti risulta che la strada romana di collegamento tra
Roma e Torino passasse proprio nella zona di Vinovo, che
resta un'area di grande interesse attraverso i secoli.

Pedelchiri di Vinovo
(To).
Ubicazione: Foglizzo (To) - Località n.d. tra
F. e Montanaro
Cronologia: età
romana imperiale
Data interventi:1996-1997
Il 20 luglio 1996 alcuni soci del GAT (M. Cerrato, F. Della
Mora, F. Diciotti, M. e A. Potenza), dietro segnalazione del
sig. Adriano Ruzzante (residente a Montanaro), hanno
ricognito e segnalato all SAP il luogo in oggetto. I soci
GAT sono poi tornati altre volte per raccogliere il
materiale di superficie.
Il sito si trova nel territorio del comune di Foglizzo, a
poca distanza dal confine con il comune di Montanaro. Si
colloca in aperta campagna su due campi distinti, separati
da una strada che presenta vasti tratti acciottolati.
La ricognizione ha riscontrato una superficie di circa 200
mq completamente ricoperta di materiale laterizio e ceramico
genericamente databile all'età romana imperiale,
probabilmente quanto resta di una villa rustica di
discrete dimensioni (che non dovrebbe rappresentare un caso
isolato poiché si ha notizia di altri ritrovamenti
del genere nella zona circostante).
I reperti rinvenuti in superficie si presentavano in
condizioni di conservazione piuttosto degradata dovute alle
continue arature cui è stato sottoposto il terreno.
Tra essi si segnalano, oltre a ceramiche genericamente
romane, anche alcuni frammenti di vaso in pietra ollare, un
frammento di vetro appartenente ad una coppetta o ad un
boccale, un orlo con spalla decorata a motivo sinusoidale e
impasto grossolano (foto a lato), un orlo stampigliato (foto
in basso).
L'area è stata oggetto di un intervento di
prospezione geoelettrica (L. Guadagni, D. Della Mora).


Foglizzo 1996. Ceramica romana d'impasto.

Foglizzo 1997. Intervento di
prospezione geoelettrica.
Estratto
dal periodico GAT "Taurasia" del dicembre 1996
(pdf)
![]()
Ubicazione: Venaria Reale (To)
Parco Regionale "La Mandria" - Località
"Rubbianetta"
Cronologia: XI-XIV
secolo
Data interventi GAT:200x
xxxxxxxxxxx.

Torre del "Castlas" della
Rubbianetta.
![]()
Ubicazione: Sorano (Gr) - Località
"xx"
Cronologia: xxxx
Data interventi:19xx
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
(Campo
archeologico gestito dal GAT)![]()
Ubicazione: Sorano (Gr) - Località
"xx"
Cronologia: xxxx
Data interventi:xx
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
![]()
Ubicazione: Saturnia (Gr)
Cronologia: xxxx
Data interventi:20xx
xxxxxxxxxxxxxxxxxx
![]()
Ubicazione: Tolfa (Rm) - Loc. Pian Conserva, la
Fontanaccia, il Ferrone, Ripa Maiale"
Cronologia: xxx
Data interventi: 1993-xxx

Necropoli etrusca di Pian
Conserva. Tomba a tumulo.
![]()
Ubicazione: Civita Castellana (Vt) - Loc. "Casale
Montemeso"
Cronologia: xxxx
Data interventi:xx
xxxxxxxxxxxxxxxxxx

Via Amerina
(2001).
Ubicazione: Tuscania (Vt) -
Località "Scalette"
Cronologia: VII
sec. a.C.
Data interventi GAT:1995-1996
Scavo e ripulitura della "tagliata" e delle tombe che vi si
affacciano, con rinvenimento di cospicui resti di
corredi.
Il campo, diretto dal GAR, si è avvalso della
collaborazione e della partecipazione di svariati soci
GAT.
![]()
Ubicazione: Farnese (Vt) - Località
"Rofalco"
Cronologia: Età
etrusca - III sec. a.C.
Data interventi GAT:1996-1998
A seguito dei
primissimi interventi di rilievo parziale delle strutture,
condotti nei primi anni Ottanta del XX secolo da volontari
del GAR, il GAR medesimo e il GAT hanno intrapreso nel 1996
le prime attività di ricerca archeologica del sito.
La collaborazione GAR-GAT è proseguita sino al
1998.
Il GAR continua tutt'oggi lo scavo del sito.

Rofalco 1997. Pavimentazione etrusca in blocchi di
tufo.

Rofalco 1997.
Dolio etrusco.
1998
- Volantino Rofalco
(pdf)
Qui, un piccolo
ricordo del
grandissimo volontario del GAR Mauro Incitti
(1954-2004), indimenticato capocampo, ottimo amico del GAT,
scomparso troppo presto.
Ubicazione: Crotone - Località "Capo
Colonna"
Cronologia: n.d.
Data intervento: 2002
Campo di
osservazione archeologico-ambientale e subacquea nel mar
Ionio, organizzato e realizzato in tandem tra GAT e
GA Krotoniate.
Sono state ricognite le aree di Le Castella, Capo Cimiti,
Capo Colonna, Capo Pellegrino, Capo Alfieri e Punta
Scifo.

Capo Cimiti,
colonne romane.
![]()
Ubicazione: Cropani (Cz) - Località
"Cropani Marina"
Cronologia: xxxx
Data interventi:xx
xxxxxxxxxxxxxxxxxx

Lekitos rinvenuto nel sito
magnogreco di Acqua di Friso presso Cropani Marina
(Antiquarium di Cropani - CZ)
![]()
Ubicazione: Sellia Marina (Cz) - Località
"Chiaro"
Cronologia: IV sec.
a.C. - VII sec. d.C.
Data interventi GAT: 2006
La scoperta del sito archeologico in località Chiaro
di Sellia Marina, il cui scavo ha visto impegnati - tra gli
altri - numerosi volontari del GAT, risale a febbraio 2006,
e la si deve all'intervento della Soprintendenza
Archeologica della Calabria. L'apertura di alcuni saggi di
scavo inizia contestualmente alla realizzazione di una
trincea per la posa di alcuni tubi facenti parte di una
diramazione del gasdotto SNAM S.Eufemia-Crotone. Lungo un
percorso di circa 400 metri sono emerse notevoli
testimonianze archeologiche: una struttura a pianta
rettangolare, riconosciuta come una cisterna di età
tardo antica; alcune sepolture facenti parte di una
necropoli, che i rari frammenti ceramici dei corredi datano
al VI-VII secolo d.C. ; un altro saggio ha restituito
abbondanti resti (tra cui sigillata e frammenti di coppette
in vetro) ricollegabili ad una frequentazione di età
romano-imperiale (I-II-III sec. d.C.); l'ultimo saggio
infine (che poi è stato approfondito nell'estate 2006
grazie ai volontari e al Gruppo Archeologico Ionico) ha
portato alla luce un ammasso di rottami anforacei che
è in continuità stratigrafica con il piano
emerso nel precedente saggio; al di sotto di questo strato,
separato da un livello di limo sterile, è presente un
piano di frequentazione di periodo greco, databile almeno a
partire dal V secolo a.C. , come testimonia il ritrovamento
di ceramica a vernice nera (vasetti miniaturistici legati ad
un contesto sacro).
Il livello formato dall'ammasso di resti frantumati di
tegolame, anfore e mattoni, è stato interpretato come
la risistemazione del piano di calpestio che ha preceduto la
fase abitativa di II- III secolo; l'utilizzo di materiali
come anfore (del tipo Dressel 1) tegole e mattoni misti a
detriti riconducibili ad attività produttive di
fornace (carboni, cenere, argilla concotta), era stato reso
possibile dalla presenza di grandi quantità di questi
scarti nella zona: provenivano infatti da un vasto
insediamento produttivo delle vicinanze (non ancora
localizzato), attivo probabilmente a partire dal II secolo
a.C.
Lo scavo dell'estate del 2006 sei si è concentrato
soprattutto sugli strati al di sotto di questo livello,
risalenti al periodo Brettio (IV-III sec. a.C.), dai quali
sono emerse le strutture di due fornaci e un muro realizzato
in embrici legati a malta, la cui funzione è ancora
da definire. Dal materiale ritrovato nelle camere di
cottura, le due fornaci, a pianta circolare con pilastro
centrale, sembrano aver prodotto principalmente ceramica da
mensa (piatti e pentole). Secondo la dottoressa Aisa,
direttrice dello scavo, queste fornaci erano parte della
zona produttiva legata ad una fattoria. Nei pressi del muro
sono state rinvenute due monete, una in bronzo e l'altra in
argento, che ci confermano la datazione degli strati
all'età ellenistica.
(Descrizione a cura di Jacopo Corsi).
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INDICE
delle ABBREVIAZIONI e degli
ACRONIMI |