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La visita parte dagli affreschi trecenteschi di S. Andrea e dalla chiesa di S. Lorenzo a Montiglio per proseguire con la chiesetta dei SS. Sebastiano e Fabiano a Scandeluzza, la pieve di S. Secondo a Cortazzone, S. Martino a Montafia, la chiesa dei SS. Nazario e Celso a Montechiaro e si conclude con la splendida Abbazia di S. Maria di Vezzolano. Da non perdere! ![]() |
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Il percorso parte dalla visita alla cappella di S. Andrea a Montiglio, all'interno del Castello che racchiude il più vasto ciclo di affreschi trecenteschi superstiti in Piemonte, attribuiti a un ignoto artista subalpino con influssi toscano-lombardi. Visita alla chiesa di S. Lorenzo che conserva molte parti del sec. XII: sul fianco destro corre una decorazione ad archetti incrociati e si aprono tre monofore, mentre l'abside è spartita da lesene e coronata da mascheroni scolpiti. All'interno pregiati archi in tufo e capitelli di scuola francese finemente scolpiti che richiamano temi agresti, pagani e cristiani. Questa chiesa è menzionata fin dal X secolo in un elenco di pievi vercellesi e fu originariamente costruita a tre navate, ma ora appare a una navata sola. Si prosegue verso Montechiaro d'Asti alla visita della chiesa dei SS. Nazario e Celso dell'XI e XII secolo. Situata su una suggestiva altura, la chiesa presenta in facciata un portale aggettante e squisitamente scolpito con motivi vegetali e zoomorfi ed è affiancata da un alto campanile. Il bicromatismo coinvolge tutto l'edificio, compreso il campanile che presenta bellissime monofore e bifore. A Cortazzone si ammirerà la chiesa di S. Secondo dell'XI e XII secolo. E' un edificio a tre navate, terminanti ciascuna in un'abside semicircolare. La facciata si presenta con muratura in blocchi di pietra e in mattoni. Di grandissimo interesse le sculture zoomorfe ed antropomorfe, i fregi a intrecci, fogliami e viticci dislocati all'esterno e all'interno. Un affresco trecentesco orna il semi-catino absidale centrale. Procedendo verso il cimitero di Montafia si visita la chiesa dell'XI e XII secolo dedicata a S. Martino. Vero capolavoro d'arte romanica è la preziosa abside che ricorda le absidi della vicina chiesa di S. Secondo di Cortazzone. Decorata da una fascia bicroma a denti di lupo che corre poco sopra la sua base, l'abside è divisa in tre campi da due colonnine, di cui una terminante ancora con un bel capitello. Sotto la cornice a scacchiera corre una serie di archetti pensili molto decorati nella parte superiore. All'interno della chiesa soltanto alcuni resti di affreschi medievali si sono salvati; tuttavia è ancora visibile un affresco del XVI secolo raffigurante, in modo semplice e ingenuo, san Martino che dona il suo mantello al povero. L'itinerario si conclude
alla visita della Abbazia di S. Maria di Vezzolano ad
Albugnano, uno dei principali monumenti
tardo-romanici del Piemonte. La facciata del XII-XIII secolo
presenta un paramento in cotto alternato a fasce di arenaria
ed è aperta da due soli portali. Il portale centrale
è ornato da pregevoli rilievi. La navata centrale ha
tre campate coperte da crociere costolonate, concluse da
abside semicircolare, cui corrispondono lungo il fianco
sinistro sei campate minori. Il pontile marmoreo poggia su
cinque archi ogivali ed è impreziosito da un
magnifico bassorilievo a due ordini che, in basso,
raffigurano gli antenati di Cristo e, sopra, la deposizione
del corpo di Maria, l'assunzione, il trionfo in cielo e i
simboli evangelici. Dal fondo della navata destra si accede
al chiostro, decorato da preziosi affreschi del XIII
e del XIV secolo. Dal chiostro si accede alla manica sud,
detta Palazzo abbaziale, alla sala capitolare
con porta affiancata da bifore e abside a metà della
parete di fondo e ad un salone che ospita una mostra
permanente sull'architettura romanica
astigiana. |