GGG - Grandi Gite GAT

2 passeggiate
nel Cuneese
tra archeologia, storia e natura
(petroglifi, balme, "ciciu", chiese e altro ancora)

(a cura di Mario Busatto)

date in definizione (primavera-estate 2012)


prima passeggiata:
Villar San Costanzo e Dronero: dai “ciciu ëd pèra” al Medioevo


Appuntamento: [in definizione]

cuneese1

La riserva naturale speciale dei “Ciciu del Villar” offre un paesaggio intatto ed affascinante che ospita centinaia di millenarie colonne dovute all'erosione naturale, simili a funghi e ai camini delle fate in Cappadocia, che hanno stimolato la nascita di ingenue ma commoventi leggende. A due passi dalla riserva, la Parrocchiale di Villar San Costanzo sorge sui ruderi della abbazia longobarda dell’inizio dell’VIII secolo e contiene gli splendidi affreschi quattrocenteschi di Pietro da Saluzzo.
Nascosta tra i boschi di Villar si trova la monumentale chiesa romanica benedettina di San Costanzo al Monte,  dichiarata monumento nazionale e  sorta nel luogo in cui la tradizione situa il martirio di S. Costanzo, all’inizio del IV secolo. Il miglior percorso per raggiungerla parte da Dronero ed offre così anche la possibilità di ammirare diversi edifici quattrocenteschi di questa pregevole città della Val Maira.


 seconda passeggiata:
L'uomo e la pietra: suggestioni preistoriche e sub-recenti


Appuntamento: [in definizione]
due
Sul Bric Lombatera, presso Paesana, esiste un monumento che si può definire un lontano parente di Stonehenge, ossia un cromlech costituito da tre cerchi concentrici di massi che circondano una sorta di "altare" coperto di incisioni.
Sul lato opposto della valle gli uomini hanno realizzato le proprie abitazioni, dal neolitico alla metà del XX secolo, sfruttando l'ampio spazio di una "balma" (ossia un riparo sotto roccia); oggi è ancora possibile visitare un villaggio di case in pietra coperto da un tetto di roccia: si tratta della Balma Boves , un esempio ammirevole di simbiosi tra l'uomo e la natura. Chi ha in mente i “pueblos” americani non potrà che restare di stucco di fronte a questa testimonianza di evoluzione culturale convergente.
Dal sentiero che conduce alla Balma Boves si dirama un percorso che conduce alle cave di marmo del monte Bracco, leggendariamente legate a Leonardo, e al grande masso noto col nome di "Roca 'd la Casna", proiettato verso lo strapiombo della valle e coperto da centinaia di incisioni antropomorfe e simboliche.
Sulla strada del ritorno si prevede una tappa al sito della Certosa del Mombracco o ex Convento della Trappa.



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