Finestre gotiche


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Pallidi, risparmiati avanzi di un agiato passato occhieggiano dalle mura dell'isolato sito all'angolo tra via Bellezia e via Santa Chiara, restaurato e rimodernato dagli architetti Gabetti e Isola.

Bisogna cercarle con attenzione, ma le tracce della città medievale sono ancora presenti nel tessuto urbano torinese e ogni tanto emergono dalle pareti delle gradite sorprese.

I rilievi termografici compiuti qualche anno fa su alcuni edifici del centro storico (in via Porta Palatina e in via Palazzo di Città) hanno rivelato, sotto lo strato intonacato di alcuni palazzi, l'esistenza di molti frammenti di finestre (gotiche e guelfe) e anche di porte, in discrete condizioni di conservazione e in attesa di essere riportati alla luce.

Se è vero che l'aspetto medievale della città è andato perduto, in parte ciò è dovuto anche alla disattenzione e alla disaffezione verso ciò che ancora ci resta. Ci si augura che si inverta una tendenza che auspica, senza valide alternative, la drastica demolizione di interi isolati (recentemente quello di San Liborio, tra le vie S. Chiara, S. Agostino, Bellezia e S. Domenico) e si innesti invece un processo di recupero dei nostri beni artistici, anche di quelli minori come semplici resti di finestre medievali