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Con molta probabilità, piazza Palazzo di Città (piazza delle Erbe) e le sue dipendenze sorsero sui resti dell'antico Foro romano. Prima della sua ricostruzione, avvenuta tra il 1756 e il 1758 ad opera di Benedetto Alfieri, la piazza aveva un'ampiezza dimezzata rispetto all'attuale e nel XIV secolo ospitava il Mercato degli Ortaggi. Era collegata con piazza di S. Silvestro (detta "piazza del Grano") e con piazza di S. Benigno (nel '500 detta anche "di San Balegno"), ora ridotta al cortile detto "della Tesoreria", all'interno del Palazzo Civico. Sul sagrato della chiesa di S. Benigno, che dava il proprio nome alla piazza omonima ed esisteva sin dal 1385, si teneva il Mercato del Burro e del Formaggio; per questo il luogo aveva preso il nome di "Cort dèl Bur", toponimo conservato nell'indicare l'odierno cortile. Completava l'insieme la porticata piazzetta di S. Gregorio (davanti alla chiesa omonima, oggi S. Rocco), presso la Torre Civica in Contrada di Doragrossa (Via Garibaldi).
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Sotto: incisione, tratta dal seicentesco "Theatrum Sabaudiae", che raffigura piazza Palazzo di Città, il municipio seicentesco (che sostituì quello precedente, in stile gotico) e la Torre Civica. L'incisione è imprecisa: l'autore ha infatti "spostato" gli edifici che delimitavano il lato sud della piazza per permettere la visione della Torre Civica e della contrada di Doragrossa che, a quei tempi, non era ancora stata rettificata ed era piuttosto tortuosa e munita di portici . Tuttavia l'edificio di destra (lato nord della piazza) è riportato con sufficiente fedeltà: presenta un porticato gotico sorretto da robusti pilastri in pietra. Le finestre gotiche dell'edificio soprastante sono però già scomparse e al loro posto ne sono state aperte di nuove, rettangolari.
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Incisione tratta dal seicentesco "Theatrum Sabaudiae". Nonostante in quest'epoca la torre abbia un rivestimento barocco, si può ancora notare la primitiva guglia medievale.
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Si tende a credere che, originariamente (XIII secolo), il Comune fosse situato nell'isolato compreso tra le attuali vie Garibaldi, S. Francesco, Barbaroux e Botero (Claretta) e che facesse corpo con la piazzetta di S. Gregorio. Secondo il Bragagnolo-Bettazzi (1915) aveva "due piani oltre il terreno, con grandi finestre gotiche". Nel XV secolo venne probabilmente ricostruito sul luogo dove poi Francesco Lanfranchi eresse (1659/1663) l'attuale edificio. La primitiva Torre Civica sorgeva fin dal 1300 all'angolo di via Garibaldi (contrada Doragrossa) con via S. Francesco, a fianco dell'antico Palazzo del Comune; era detta "di San Gregorio" a causa della vicinanza dell'omonima chiesa (oggi S. Rocco). In precedenza, come torre del Comune, era stata utilizzata quella della casa dei Borgesi finché non venne costruita, circa nel 1375, quella sull'angolo della contrada di S. Francesco d'Assisi, che doveva essere finita o quasi già nel 1389. Quell'anno fu dotata di campana comprata dall'Abate di S. Mauro. Nel 1392 vi fu adattato un orologio (Claretta) e nel 1449 una cuspide, che le fece raggiungere l'altezza di una cinquantina di metri. Nel 1575 fu decorata con ornamenti di rame e sormontata dal toro rampante di bronzo, attraversato da una croce. Nel 1666 venne ricostruita e decorata su disegno di Francesco Lanfranchi per festeggiare la nascita di Vittorio Amedeo II, così come la si vede nel seicentesco "Theatrum Sabaudiæ" (illustrazione a sinistra). La Torre Civica fu purtroppo demolita il 14 aprile 1801, sotto il dominio napoleonico, perché "fuori allineamento" di circa tre metri col resto di via Garibaldi (che era stata rettificata ed allargata nel XVIII secolo). |