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È una delle costruzioni più antiche di Torino. I resti più evidenti risalgono alla fine del XV secolo (due finestre guelfe, ossia a crociera), ma una finestra gotica ad arco acuto ci riporta un poco più indietro nel tempo.
L'ingresso (sotto), costruito con blocchi romani, può essere ciò che resta di un antico palazzo usato dai duchi longobardi. A questo proposito non è certo casuale che, dove ora si apre piazza IV Marzo, ancora nel Settecento si trovasse la chiesa medievale di S. Pietro "Curte Ducis".
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L'antico edificio sorge in un'area ancora in attesa di una vigorosa riqualificazione urbana che possa risollevarla dal degrado nel quale versa.
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Nonostante l'indiscussa importanza che la
Casa del Senato riveste nell'ambito del tessuto cittadino
più antico, la costruzione è attualmente in
condizioni di conservazione assai critiche. Peraltro, le speranze sono fioche. Le due foto sottostanti testimoniano l'incuria e l'indifferenza dell'amministrazione pubblica nei confronti di questa preziosa testimonianza di storia e architettura torinese. A sinistra, una foto scattata nel 1988: si nota ancora un arco in cotto, perquanto malconcio, sul quale un colombo. A destra, lo stesso particolare ripreso nel 1998: l'arco è crollato (nessuno pare essersene accorto) e, come se non bastasse, all'interno è stato collocato un lampione nuovo di zecca... |
Il Cognasso (Storia di Torino, 1934) nota che a poca distanza dalla Porta Palatina si trovava un palazzo che "nel 1264 compariva come abbandonato e diroccato quasi" il quale era servito di stanza a vari imperatori venuti a Torino tra XI e XIII secolo. Non abbiamo però elementi certi che identifichino questo edificio con la Casa del Senato. La casa, restaurata al termine del XIX secolo dal Brayda, possiede tre piani di cantine, il più profondo dei quali è accessibile solo attraverso una botola: se resta solo un'ipotesi il fatto che possa trattarsi di antiche prigioni forse risalenti all'epoca romana, è comunque certo che romani sono i materiali di fondazione. |
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