L'acquedotto romano di Chieri
Scheda tecnica


L'opera era stata progettata per convogliare l'acqua delle antiche sorgenti collinari della Commenda (località Tetti Miglioretti), molto ben conosciute perché perenni e fra le più abbondanti della zona, sgorganti, inoltre, a una altitudine che permetteva lo sfruttamento del pendio con i mezzi tecnologici allora disponibili: il dislivello rispetto all'impianto urbano è di 45 metri, ai quali se ne devono aggiungere un paio dovuti all'innalzarsi del suolo di Chieri (approssimativamente un metro ogni millennio).

Per la costruzione si era utilizzato un conglomerato di ciottoli di pietra serpentina spaccati ed impastati con cemento bianco durissimo ottenuto forse con calce pregiata proveniente dalle antiche cave di Superga, mentre il rivestimento interno si presentava in "opus signinum" realizzato con calce, sabbia e cocciopesto, cui sembra fosse sovrapposta una spalmatura rossa e liscia, probabilmente lo strato di mastice che serviva ad evitare dannose infiltrazioni d'acqua attraverso le connessure o, per capillarità, attraverso l'intonaco.

La sezione utile, di forma rettangolare, misurava all'incirca 20 x 35 cm., la "substructio" 35 cm. ed i fianchi 30 cm. Come per la maggior parte degli acquedotti romani, anche qui si può ipotizzare una copertura almeno parziale in base all'esistenza di frammenti laterizi lungo il percorso e nell'interno del canale ed al rinvenimento di alcuni tambelloni di 44 x 34 x 7 cm recanti un incavo con la tipica impugnatura.

Era servito da tre canali ausiliari, convogliati in un bacino collettore presso Tetto Rio, una piccola vasca di forma rettangolare anch'essa in calcestruzzo profonda circa mezzo metro, con le pareti spesse 45 cm e con i lati rispettivamente di 1,10 e 1,20 m.

L'acquedotto terminava in città dove, come hanno dimostrato recenti scavi, si trovava una vasca-collettore collocata all'interno di una grande piazza pubblica porticata.

Gli studi di Emanuela Zanda valutano la portata media giornaliera intorno a 4.000 mq d'acqua. [ritorna]


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